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 GMG 2011 » Mediacenter » Archivio Newsletter » Newsletter n.1 » Quel bisogno di rimettersi sulla "strada giusta" 
Quel bisogno di rimettersi sulla "strada giusta"   versione testuale
Editoriale

Due settimane fa ho ricevuto una lettera dal carcere da parte di un giovane, in risposta ai miei auguri di Natale; è in attesa di essere assegnato ad una comunità di accoglienza come misura alternativa alla detenzione.
Carcere di….1 febbraio 2010.
Caro Nicolò grazie degli auguri che ricambio di cuore. Scusa se ti ho risposto così tardi. Ma ho avuto un’influenza micidiale. Qua la vita è terribile ma per la lotta che ci ho messo finalmente ho visto il mio nuovo medico (un orso) mi ha detto che sono ottavo nella lista e che ne stanno inserendo due o tre al mese. Quindi spero di uscire ai primi di aprile circa. Ancora adesso sto lottando giorno per giorno perché mantenere un comportamento corretto qua è difficile. Regna la violenza. E poi ci sono gli agenti. Quindi diciamo che devi mettere i piedi in due scarpe. A giugno credevo di impazzire. Ho tentato il suicidio. Ora da un po’ mi hanno cambiato reparto dove al momento ho un compagno decente. Qua comunque è il regno dei …... e dei ... Non ho mai visto tanto furore in vita mia. Si prendono a coltellate, bruciano le celle… Spero di vederti presto. La comunità che mi è stata assegnata è a ..…. Ma siamo ancora sul vago, vedremo. E’ un anno che sono qui, ti avrei già scritto ma non avevo il recapito. A presto amico mio. Sto cercando la strada giusta.
L’ultima frase della lettera mi ha dato speranza. Aldo (nome di fantasia) è in un penitenziario; ciò significa che sta facendo penitenza per gli errori commessi in vista di un suo ritorno sulla “strada giusta”. Recentemente un padre gesuita mi ha fatto riflettere che in fondo tutta la vita cristiana è un continuo ritornare a Dio, un rimettersi sulla strada giusta, un cammino penitenziale, una lunga esperienza di perdono, della grande misericordia di Dio, di accettazione dei nostri peccati, di riconciliazione con noi stessi.
E’ tipico dell’età giovanile il fare di testa propria, l’imboccare strade sbagliate, il tentare avventure pericolose, il vivere esperienze dolorose; sono convinto che molti giovani desiderino percorsi penitenziali per ritornare a casa, per ripresentarsi di fronte a Dio con l’abito pulito. Il silenzio, la preghiera, il servizio, la lettura della Parola di Dio, lo stesso Sacramento della Penitenza, sono semplici gesti penitenziali cercati da tanti giovani.
La Quaresima è una grande occasione per fare un po’ di penitenza, insieme con tutta la chiesa. Quest’anno ho voluto inserire gli Esercizi Spirituali annuali nel mio cammino penitenziale quaresimale; una settimana piena, senza “sconti”. Mi sento di consigliare ai giovani un modo accessibile a tutti per fare penitenza: partecipare ogni giorno, alla S. Messa feriale, per una settimana, senza arrivare in ritardo e senza scappare subito dopo la benedizione, trattenendosi un po’ per ringraziare del dono ricevuto; consiglio una celebrazione in cui il sacerdote propone una breve omelia dopo il Vangelo; sarebbero una sorta di Esercizi Spirituali “autogestiti”. Santa Quaresima a tutti.
 
Don Nicolò Anselmi
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