versione accessibile    |    versione mobile    |    mappa del sito    |    newsletter    |    contatti
 GMG 2011 » Mediacenter » 2010 » Marzo » Non fuori dal mondo 
Non fuori dal mondo   versione testuale
Messaggio del Papa: P. Jaquinet (Pontificio Consiglio) e don Anselmi (Cei)

La parabola del giovane ricco (Marco, 10,21) - che esprime in maniera
efficace la grande attenzione di Gesù verso i giovani - per ribadire come
solo in Dio è possibile progettare in modo pieno e definitivo la propria
vita e come non basti limitarsi alla sola e semplice soddisfazione delle
proprie aspirazioni e progetti personali per giungere alla felicità. Il
Messaggio di Benedetto XVI, diffuso il 15 marzo, in vista della XXV Giornata
mondiale della gioventù che sarà celebrata, a livello diocesano, il 28 marzo
2010, domenica delle Palme, esorta e incoraggia i giovani a non aver paura
di confidare in Dio, nell'affidarsi a Lui per progettare la propria vita, ma
è anche una provocazione al mondo degli adulti a guardare alle nuove
generazioni con fiducia. "Il cristianesimo - scrive il Papa - non è
primariamente una morale, ma esperienza di Gesù Cristo, che ci ama
personalmente, giovani o vecchi, poveri o ricchi; ci ama anche quando gli
voltiamo le spalle".

Confidare in Dio. Secondo padre Eric Jaquinet, responsabile della sezione
Giovani del Pontificio Consiglio per i laici (Pcl), i principali significati
che emergono dal Messaggio di Benedetto XVI ai giovani e alle giovani del
mondo sono "una grande esortazione a non aver paura nel confidare in Dio nel
progettare la propria vita ed aspirare così alla perfezione, e una grande
fiducia nelle giovani generazioni". Nel testo "il Papa mostra tutta la sua
pedagogia centrata sull'invito rivolto ai giovani a dialogare con Cristo, al
di fuori del quale nulla è possibile. La scoperta del proprio progetto di
vita è possibile all'interno dell'amicizia con Dio che permette di dare
risposte vere alle domande sulla propria vita, sul proprio futuro".
Benedetto XVI non si nasconde le difficoltà dei tempi presenti e i problemi
che i giovani devono affrontare, come "la disoccupazione e la mancanza di
riferimenti ideali certi e di prospettive concrete per il futuro".
Nonostante ciò "arriva a dire ai giovani 'abbiamo bisogno di voi', è questo
è un grande segno della fiducia che il Pontefice nutre verso di loro. Sono
in tanti pronti a rispondere e impegnati a progredire nella fede e
nell'amore". Il Messaggio è anche un "forte invito" ai giovani "a pensare, a
prendersi il tempo utile per capire e discernere il proprio progetto e poi
chiedere a Gesù cosa ne pensa, a fare tutto alla sua luce perché la nostra
vita abbia orizzonti sempre più ampi, proiettata verso la felicità e la vita
eterna". Per padre Jaquinet "l'esortazione a non aver paura della chiamata
al sacerdozio e alla vita consacrata, presente nel testo, rientra in questa
prospettiva, che trova una sua naturale consonanza nell'Anno sacerdotale".
La perfezione cristiana, auspicata da Benedetto XVI, "passa anche attraverso
i dieci comandamenti, vere e proprie chiavi per verificare se siamo
all'interno di un progetto di amore autentico e non di schiavitù".

Una provocazione anche per gli adulti. "Un testo concreto in cui emerge un
invito quasi mistico a cercare il volto di Cristo per poterlo poi riproporre
nella vita di tutti i giorni". Così don Nicolò Anselmi, direttore del
Servizio nazionale della Cei per la pastorale giovanile (Snpg), commenta al
Sir il messaggio di Benedetto XVI. "La mistica - afferma don Anselmi - non è
staccata dalla concretezza. Il Papa ci insegna che vivere in Cristo orienta
la nostra vita quotidiana. Una persona che prega, che opera alla luce di Dio
non è fuori dal mondo, tutt'altro". A colpire il responsabile del Snpg è
anche il riferimento ai dieci Comandamenti: "non sono prescrizioni ossessive
ma strumenti per ordinare ed orientare la propria vita verso la libertà, la
felicità l'eternità. Colpisce molto l'esortazione ai giovani a tenere
presente la propria vita nel più ampio progetto della vita eterna".
Benedetto XVI, aggiunge don Anselmi, "mostra di ben conoscere le difficoltà
in cui versano le nuove generazioni in questi tempi, come la disoccupazione,
la mancanza di riferimenti ideali certi e di prospettive concrete per il
futuro. Ma nonostante ciò ha fiducia in loro". Il Messaggio rappresenta
anche uno stimolo anche per il mondo adulto e degli educatori: "come
pastorale giovanile - ammette il sacerdote - dobbiamo interrogarci e farci
interpellare dalle situazioni concrete in cui versano i nostri giovani, che
vanno dallo studio, al lavoro, alla vita familiare, affettiva ed aiutarli a
guardare il mondo con occhi di Dio. L'esempio dei santi proposto da
Benedetto XVI, in questo senso, è un grande aiuto. Essi affascinano i
giovani, le loro storie sono vere, rappresentano luoghi in cui i ragazzi
possono vedere come il Vangelo vissuto possa cambiare le persone e il
mondo". Un ultima battuta don Anselmi la riserva alla Gmg di Madrid del
2011, dove il Pontefice spera che siano in tanti "a vivere questo evento di
grazia": "Nella capitale spagnola, dove mi sono recato recentemente per
organizzare la trasferta del contingente italiano, si respira un grandissimo
entusiasmo e il Paese iberico è consapevole dell'importanza che questo
evento ricoprirà per molti giovani spagnoli e del mondo intero". Si stima
che i giovani italiani a Madrid potranno essere oltre centomila.
 
 
 
 
Fonte: Agensir
Radio Vaticana
Rai Religione Cattolica
Radio inBlu
TV 2000
Avvenire
Santa Sede
l'Osservatore Romano
Chiesa Cattolica Italiana
Pastorale giovanile
Agorą dei giovani
GMG sito ufficiale
Agensir