GMG 2011 » Mediacenter » Archivio Newsletter » Newsletter n.10 » Le piccole attenzioni che creano una «famiglia»
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Editoriale Il compleanno del Papa del 16 aprile mi ispirato questa considerazione; alcune settimane fa sono stato invitato alla festa di 18 anni da due ragazzi che conosco bene; uno era uno scout mio ex alunno, l’altro un suo compagno di classe. La festa si svolgeva in un locale affittato. Tutti i ragazzi erano in giacca e cravatta, qualcuno con i jeans, due o tre con il papillon; musica, drink, pizzette, tramezzini, ballo; una festa semplice ma molto curata, con un regalino per ogni partecipante. Ricordo che, in precedenza, ero stato invitato ad altri “diciottesimi”; ne ricordo in particolare uno organizzato da tre mie alunne; anche loro avevano affittato, spendendo, credo, un bel po’ di soldi, una discoteca “cult”; i pochi minuti in cui sono rimasto mi sono bastati per vedere che la festa era un vero e proprio ricevimento, elegantissimo, simile ad un rinfresco di nozze; le ragazze erano tutte rigorosamente in nero con tacchi alti e gioielli, veri e “tarocchi”. Queste due occasioni mi hanno confermato quanto certi eventi siano importanti per i ragazzi. A tutti fa piacere essere ricordati e festeggiati nelle date significative della nostra vita. Nella mia diocesi c’è un sacerdote, un carissimo amico che considero praticamente come un fratello, il quale si ricorda i compleanni e gli anniversari di ordinazione di tutti noi preti: distribuisce SMS di auguri, e assicura preghiere; fa la stessa cosa con i giovani, le coppie che ha sposato, nell’anniversario del loro matrimonio e del battesimo dei figli. Ho tentato di imitarlo, specialmente in occasione degli onomastici; quando la liturgia propone la memoria di un santo è facile ricordare le persone che portano lo stesso nome e raggiungerle sul telefono o sul web. E’ bello che qualcuno si ricordi di noi. Recentemente ho raccolto la sofferenza di una giovane che si sente sola: “nessuno si ricorda di me, nemmeno le persone della parrocchia si fanno vive”; questo sfogo mi ha fatto male, mi ha fatto venire gli occhi umidi. In un libro ho letto che “i giovani di oggi non hanno più antenne per Dio”; mi verrebbe da integrare questa affermazione dicendo che “i giovani di oggi hanno enormi antenne per l’amore”; molti ragazzi portano in loro grandi sofferenze che solo l’amore può guarire; con il tempo si scopre che nemmeno l’amore umano è sufficiente, ci vuole un Amore più grande. Si potrebbe cominciare da piccole attenzioni, piccoli gesti d’amore. Sarebbe bello che nelle nostre parrocchie ci si ricordasse, dei compleanni, degli onomastici, dei diciottesimi, degli anniversari; con la preghiera o con un regalino, mettendo a disposizione i saloni parrocchiali, con una torta, un canto, un applauso, una scritta sulla bacheca; nelle famiglie si fa così! don Nicolò Anselmi |

