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 GMG 2011 » Mediacenter » Archivio Newsletter » Newsletter n.21 » LESTATE DEL TEMPO RITROVATO ALLINSEGNA DELLA CALMA 
"L'ESTATE DEL TEMPO RITROVATO ALL'INSEGNA DELLA CALMA"   versione testuale
Editoriale

Nelle settimane appena passate il Signore mi ha donato la possibilità di trascorrere alcune giornate in montagna e di poter fare due piacevolissime gite a piedi in ambienti fantastici. Con alcuni fratelli sacerdoti siamo stati ospitati in Val Rendena, presso la parrocchia di un membro del gruppo; lì abbiamo percorso un sentiero attrezzato, una via ferrata nello stupendo scenario delle Dolomiti del Brenta, recentemente dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La settimana precedente, con un gruppetto di sei giovani ventenni e un prete mio caro amico abbiamo percorso un lungo tratto del sentiero Gta, la «Grande traversata delle Alpi» nella zona del Monviso; la neve, ancora molto abbondante, ci ha permesso di incontrare alcuni branchi di stambecchi obbligati ad abbassarsi di quota alla ricerca dell’erba. La calma del cammino, la condivisione dell’acqua e del cibo, la preghiera comune, il silenzio della sera, il piacere del riposo, l’allegria del risveglio in rifugio, lo stupore per un panorama particolarmente bello o per un fiore, creano sempre un clima speciale. Con i sei ragazzi, alcuni miei ex alunni, avevo già vissuto altri momenti significativi: una settimana a Lourdes, un viaggio in Africa, un campo mobile in bicicletta lungo il Danubio; insieme avevamo allestito una squadra di calcio «a 11» e partecipato a un torneo fra parrocchie. Erano molti mesi che non trascorrevamo un po’ di tempo insieme, tuttavia la fiamma della confidenza e della fiducia non si era spenta. Durante i due giorni, con alcuni di loro abbiamo discusso anche di argomenti delicati, che vengono affrontati raramente; con lo zaino in spalla abbiamo parlato di sessualità, di castità, accennando anche alle esperienze e alle difficoltà; si è parlato di libertà e di schiavitù legate a questi discorsi; uno di loro non è credente, ma era contento di non essersi sentito emarginato.
Un giovane mi ha confidato del cammino psicologico che sta facendo, della scoperta di sé, delle proprie dinamiche interiori; mi ha raccontato dei suoi sensi di colpa, di inferiorità, di dipendenze affettive, di paure, di come le vicende familiari hanno inciso sulla sua vita e di come stesse 'guarendo' da molte situazioni. La disponibilità dei ragazzi a raccontarsi così in profondità mi ha stupito; forse è stata semplicemente una questione di tempo trascorso insieme e di disponibilità all’ascolto; probabilmente è bastato 'esserci', in passato e ora, senza stress, senza correre.
La fretta uccide ogni rapporto, è una nemica silenziosa ma velenosa dell’amicizia e dell’amore. La calma delle vacanze, tempo per la preghiera e la lettura, le feste della Madonna ci possono aiutare ad andare in profondità, a riscoprire o ad avviare qualche nuova amicizia. Buona santa estate a tutti!
 
Don Nicolò Anselmi
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