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 GMG 2011 » Mediacenter » Archivio Newsletter » Newsletter n.29 » Quell'abbraccio del perdono che fa ricominciare 
QUELL'ABBRACCIO DEL PERDONO CHE FA RICOMINCIARE   versione testuale
Editoriale

Dal 14 al 17 ottobre ho partecipato alla Settima­ne Sociale di Reggio Ca­labria. Il Comitato organizza­tore ha voluto che i lavori, le conferenze, i dibattiti fossero sostenuti dalla preghiera; per questo motivo in una chiesa in prossimità della sede principa­le degli incontri si è svolta l’A­dorazione eucaristica continua, notte e giorno, per chiedere a Gesù luce, coraggio, libertà, di­sponibilità. In una pausa, dopo pranzo, so­no andato a pregare; dopo al­cuni minuti mi si è avvicinata una persona chiedendomi se a­vevo tempo per donargli la gra­zia del Sacramento del Perdo­no. Abbiamo preso due seg­giole e ci siamo seduti nella na­vata della chiesa, in un luogo appartato.
Sono rimasto a confessare per un’ora e mezza, fino all’inizio della Messa di orario, perché, uno dopo l’altro, si sono acco­state al Sacramento circa una dozzina di persone, giovani e a­dulti, uomini e donne, deside­rosi, prima di tutto, di essere a­scoltate e perdonate da Dio, di essere guarite nella loro soffe­renza dalla grazia divina, di sentirsi amate da un Padre.
Ripensando a quanto mi è suc­cesso ho sentito spiritualmen­te che, fra le questioni di cui stavamo parlando alla Setti­mana Sociale e la fatica delle persone che avevo ascoltato, non c’era poi una distanza co­sì grande; nella società e nella coscienza delle persone abita­no realtà simili: fatiche fami­liari, rotture relazionali, sfrut­tamento lavorativo, disagio giovanile, impotenza educati­va, emarginazione, difficoltà e­conomiche.
I colloqui con coloro che si so­no confessati mi hanno con­fermato che la vera speranza, per tutte le situazioni della vi­ta, è l’amore di Dio, il suo ab­braccio misericordioso che ri­costruisce e fa risorgere.
Penso che, anche per l’Italia, la speranza venga dalla croce di Gesù. In molti luoghi si parla di comunione, di unità, di fa­re le cose insieme; nel tempo ho imparato che la comunione ha bisogno di conversione, di un cuore nuovo; se non c’è l’a­more che viene dal cuore di Ge­sù, lavorare insieme genera ri­valità, invidia, violenza, rabbia. Ricordo di aver letto un episo­dio riguardante uno dei primi passi del partito dei cattolici; casualmente, dopo una riu­nione importante, i «soci fon­datori » si ritrovarono, nella stessa chiesa, in ginocchio, da­vanti all’Eucarestia.
Giorgio La Pira, celebre sinda­co di Firenze per il quale è sta­ta avviata la causa di beatifica­zione, ebbe una corrisponden­za intensissima con le suore di clausura, alle quali chiedeva in­cessantemente preghiere per il suo servizio politico.
Dona, Signore, a tutti i politici cristiani la forza di trovare tem­po per l’adorazione del tuo Santo corpo e rendi disponibi­li anche noi a trovare tempo per pregare te per i nostri go­vernanti, perché senza di te non possiamo fare nulla.

Don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

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