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Natale del Signore 2010   versione testuale

Questa sera prima di lasciare il nostro ufficio in via Aurelia 468, sede del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, abbiamo pensato di abbandonarci a qualche riflessione da condividere con voi in occasione di questo Santo Natale 2010.
L’approssimarsi della festa più sentita della nostra tradizione cristiana ci ha seriamente interrogato sul nostro stato di cristiani. Che cosa vuol dire essere cristiani oggi?
Partendo da questa domanda ci siamo soffermati su una scena “fuori tempo”, ma tremendamente attuale: la grotta di Betlemme! Gesù, Giuseppe e Maria e il silenzio della cronaca, che intorno a quell’evento, “unico e irripetibile”, non ha fatto tanto rumore, come del resto ancora oggi succede per la Celebrazione Eucaristica, la Betlemme di noi cristiani!
Inseriti sempre di più nel mistero dell’Incarnazione, possiamo affermare, in maniera convinta, che l’ottimismo della fede, la fiducia nella Provvidenza, l’esperienza di una vita “radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (Col 2,7), incidono silenziosamente, ma significativamente nell’attualità e nella ferialità del nostro tempo.
Ogni cristiano, attraverso relazioni profonde e importanti, imprime tra le trame delle cronache odierne, quella lungimiranza che accorcia le distanze tra Dio e l’uomo: è il Mistero dell’Eucarestia, è il senso della nostra fede, sostegno e motivo della nostra presenza in questo mondo. Alle attese dell’uomo di ogni tempo, Dio corrisponde avvicinandosi con il suo Amore, il quale non conosce distanze e ostacoli! È così che l’avvento diventa incontro, che l’attesa diventa disponibilità accogliente, che l’Amore infinito diventa uomo. Il nostro augurio, per noi e per tutti voi è quello di ritrovare nella celebrazione eucaristica e nell’adorazione davanti al tabernacolo delle nostre chiese il significato dell’essere cristiani. La fede è insignificante se perde il suo significato: Gesù.
Quindi non Buon Natale ma Buon’Adorazione!
 
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