GMG 2011 » Mediacenter » Archivio Newsletter » Newsletter n.42 » SI LA GENTE HA NOSTALGIA DI UNA VITA BUONA
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Editoriale Nei giorni scorsi ho avuto il dono di essere invitato a un incontro diocesano di formazione per giovani; il tema generale era: «La vita cristiana e l’impegno nella società». L’incontro faceva parte di un cammino per ragazzi già impegnati nel mondo ecclesiale e quindi con un cammino di vita cristiana avviata. Mi hanno accompagnato tre giovani, due dei quali recentemente sposati, che hanno offerto la testimonianza della loro esperienza nell’ambito della politica, del lavoro e della società in qualità di fidanzati, poi di sposi cristiani. All’incontro erano presenti circa 50-60 giovani, 3 sacerdoti, un seminarista, una giovane suora; i giovani erano per lo più di età compresa fra i 22 e i 30 anni, studenti universitari e lavoratori; tutti impegnati nella comunità cristiana, molti obbligati ad alzarsi presto per andare a studiare o a lavorare fuori sede. Si è parlato di vocazione, di vita spirituale e di presenza laicale nella società, di valori umani e di valori cristiani, di annuncio esplicito e di amore, di giustizia, di rispetto, di fatti e di parole, di tensione, di fretta, di rabbia, di profitto. Una giovane studentessa di Scienze infermieristiche ha raccontato le sue prime esperienze di praticantato in corsia, con i malati, i parenti dei malati, i medici, i colleghi infermieri. La dimensione della sofferenza interroga molto la fede. Nella più totale semplicità, con un sorriso gioioso, ha raccontato che un giorno una malata le chiese se andava a Messa; lei rispose affermativamente; a quel punto la donna riprese il dialogo dicendo che lo aveva capito dal «modo con cui mi pulivi e mi lavavi». Nei giorni passati, al gate di un aeroporto, in attesa di un volo per Genova, ho incontrato una giovane che conosco da molto tempo, ma che da un po’ non vedevo. Mi ha raccontato che finalmente aveva un figlio: da alcuni mesi le era stata data la possibilità di adottare un bimbo di due anni! Mentre mi mostrava le foto sentivo il suo cuore battere di gioia; insieme abbiamo ricordato che qualche anno fa già due nostri «amicissimi» comuni avevano adottato due bambini. La gioia, la dolcezza e la generosità di questa mamma mi ha commosso. La grazia di Dio opera nei cuori delle persone in modo meraviglioso. La bontà di tanti cristiani laici, nelle corsie di un ospedale e nella società, sono una testimonianza luminosa dell’amore e dell’esistenza di Dio. Le persone hanno una grande nostalgia della vita buona del Vangelo. A noi sacerdoti il compito di donare loro il Vangelo e Gesù, vivo nell’Eucaristia. Don Nicolò Anselmi |

