Alcuni giorni fa insieme a don Mimmo, il confratello con cui condivido la responsabilità nel Servizio nazionale per la pastorale giovanile, siamo stati invitati in Romania per fare due interventi ad un incontro nazionale della pastorale giovanile rumena; erano presenti i responsabili delle 11 diocesi cattoliche. Durante i 3 giorni che abbiamo trascorso a Iasi, una diocesi del nord-est al confine con la Moldavia, abbiamo avuto la possibilità di incontrare il Vescovo della città, di pranzare insieme a lui, di avere incontri fraterni con altri preti.
La Romania è un Paese, dal punto di vista religioso, prevalentemente ortodosso; circa l’80% dei cristiani sono legati all’ortodossia; i cristiani cattolici sono circa il 18%; 5 diocesi sono di rito romano, 4 di rito greco.
Nell’est del Paese sono presenti un notevole numero di monasteri ortodossi fondati da monaci e monache fuggiti da Costantinopoli, l’attuale Istanbul, dopo la conquista della città da parte degli ottomani avvenuta nel 1476. La religiosità ortodossa, ha una forte caratterizzazione liturgica e la Quaresima è un tempo forte di digiuno; questo spirito quaresimale ortodosso è di stimolo anche per i cattolici; la cena con il vescovo è stata molto semplice e sobria: una zuppa, formaggio impanato, verdura bollita, frutta; anche in occasione di altri pranzi lo stile era egualmente essenziale, senza ricercatezze.
La mensa parca e frugale del Vescovo mi ha molto edificato; mi ha aiutato a capire qualcosa di più della Quaresima. Sobrietà è eliminare ciò che è superfluo, ciò che è “in più”, in vari aspetti quotidiani della vita, nel cibo, nel parlare, nelle spese più essenzialità, più silenzio, meno parole, più ascolto, più preghiera come ci ha recentemente ricordato il Santo Padre.
Nel programma del convegno era compresa una visita ad alcuni dei luoghi che ospiteranno a luglio 2013 un incontro nazionale dei giovani rumeni; uno di questi luoghi era il Seminario vescovile maggiore. La diocesi di Iasi ha 4 milioni e 400 mila abitanti, 250.000 cattolici, 127 parrocchie; nel Seminario di Iasi erano presenti 121 seminaristi distribuiti in 5 anni! In media, ogni anno, vengono ordinati 20-30 sacerdoti; un numero veramente grande. Durante il regime comunista, prima del 1989, il numero di giovani che potevano entrare in Seminario era limitato e definito dal governo. circa 70 sacerdoti svolgono il loro ministero in altri paesi europei e nel mondo, inviati dal vescovo; un buon numero sono in Italia.
Durante le giornate rumene abbiamo incontrato molte giovani suore, spesso appartenenti a congregazioni religiose nate in Italia. Questa fecondità della vita consacrata rumena mi ha molto colpito. Mi sono chiesto cosa manchi in Italia…
Le squadre di calcio in estate fanno un “ritiro” della durata di 30-40 giorni e questo tempo di preparazione è fondamentale per il campionato; anche la Quaresima è, in fondo, un “ritiro”, un tempo di “allenamento”, di ascesi (dal greco = esercizio, allenamento) fondamentale. Come mi ha detto un confessore è necessario stare di più “al chiodo”, “sul pezzo”, prendere più seriamente la Quaresima, tempo di grazia.
Don Nicolò Anselmi