Qualche anno fa venne pubblicato un libro dal titolo “l’ospite inquietante: il nichilismo e i giovani”. Il testo ebbe un certo successo; nel libro l’autore parlava della situazione giovanile descrivendola come abitata da una profonda inquietudine, da un malessere. L’ospite inquietante citato nel titolo è, secondo l’autore, il nulla, il vuoto, il non-senso dell’esistenza, generatori di sofferenza e tristezza nella vita di tanti giovani; l’ospite inquietante in fondo è un non-ospite; non c’è nessuno nell’intimo di tanti giovani, o meglio, c’è la solitudine.
Fortunatamente la vita di molti ragazzi è invece abitata da una presenza rasserenante, pacificante che genera gioia e letizia; si tratta della presenza di Dio, una presenza amorevole che sempre accoglie e perdona. Gli occhi della fede permettono di sapere che Dio è con noi sempre; chi crede non è mai solo. chi crede non può essere triste perché sa che la propria vita è nelle mani di Dio; il credente sa che quando cade, non cade nel vuoto bensì fra le braccia di Dio Padre; dice il salmista “se anche camminassi per una valle oscura non temerò alcun male perché tu sei con me”; canta S. Teresa d’Avila “nulla ti turbi, nulla ti spaventi solo Dio basta”.
Tutti i giorni durante la S. Messa, poco dopo il Padre Nostro mi trovo a dire, rivolgendomi a Gesù, “con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento”, da ogni inquietudine, da ogni paura; per me è una delle preghiere più belle della liturgia eucaristica.
Una delle espressioni più frequenti della Bibbia è “non temere”. Nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte, anche nella malattia la consapevolezza che Dio è vicino, trasforma la sofferenza in gioia, in letizia.
La gioia è un effetto della presenza di Dio nella nostra vita, è un dono che viene dall’alto, ce ne accorgiamo quando tentiamo, goffamente, con le nostre sole forze, di cambiare la tristezza in letizia: “da domani sarò più gioioso” ma non ci riusciamo.
Le persone che vivono nel Signore sono liete, gioiose; sto pensando alla gioia di alcune suore di clausura che ho incontrato nella mia vita: che luce gioiosa nei loro occhi, che allegria nel loro volto, che voglia di scherzare, danzare, cantare, a tutte le età della vita. Dio vuole la nostra gioia. Gesù ha dato la vita per la nostra gioia.
Il Santo Padre Benedetto XVI nel messaggio per la GMG 2012 si è rivolto ai giovani con le parole di san Paolo: “Siate sempre lieti nel Signore”; invitare i giovani a essere lieti equivale a invitarli a credere, a lasciare vivere Gesù nella propria vita, a fidarsi totalmente di Dio, a seguire il Vangelo, sull’esempio di S. Francesco, un “esperto” di perfetta letizia. Una mia cara amica si chiama Letizia…un bel nome davvero.
Nella mia vita, con alcune persone, adulti e giovani, ho avuto la precisa sensazione di essere stato un servo dello Spirito Santo affinché accogliessero il dono della Fede e quindi della gioia; sono questi i più bei ricordi del mio ministero; chiedo al Signore la grazia di non stancarmi di essere missionario.
Don Nicolò Anselmi