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che resiste 
Una gioia
che resiste   versione testuale
20 agosto

I ragazzi colorano l’asfalto di Cuatro Vientos con cappellini, magliette, bandiere. E’ la sera di sabato 20 agosto, una giornata lunga per quanti hanno camminato per ore per raggiungere questo aeroporto militare, dove incontrarsi e celebrare con il Papa.
Un’attesa fiorita nell’entusiasmo, nella condivisione, nei sorrisi. Un sole forte picchia sulla distesa, ma non è l’unica luce che si riesce a notare. Circa due milioni di giovani cantano, ballano, ridono nonostante il caldo insopportabile, dimostrando gioia e entusiasmo che donano all’evento così atteso una cornice indimenticabile. Sul palco che ospiterà il Papa si alternano artisti provenienti da diverse parti del mondo, la cui musica valorizza l’attesa dei tanti giovani presenti.
Prima dell’arrivo di Sua Santità un silenzio magico avvolge la distesa asfaltata per poi esplodere in un applauso crescente e cori di benvenuto appena sale sul palco. Sulle note dell’inno della Gmg il Papa accoglie la croce dei giovani, visibilmente commosso. Sorprende l’attenzione e il silenzio rispettoso di così tante persone che ascoltano le parole del Santo Padre dimostrando di averne bisogno e di averle attese per tutta il tempo che hanno trascorso a Madrid. I sacrifici, le fatiche, il caldo di questi giorni in Spagna sembrano essere dimenticati dai giovani, pronti solo a dimostrare tutta la loro grinta al Pontefice, lasciando da parte la stanchezza. Ambasciatori di queste attese e speranze sono alcuni ragazzi, di diverse nazionalità, che rivolgono domande al Papa circa le loro inquietudini, le loro paure, i loro dubbi. Il Santo Padre dimostra interesse e preoccupazione e non manca di accogliere il loro stato d’animo con tenerezza e dolcezza.
Non manca neanche la pioggia per mettere alla prova la costanza di questi giovani spesso definiti dai più come scansa fatica, disinteressati a Dio, lontani dalla Chiesa. Giovani che tanti amano etichettare come indecisi, fermi nel loro presente. A Cuatro Vientos queste stesse generazioni sorridenti e serene non si lamentano né degli alloggi né del cibo e vivono la loro fede testimoniando la loro amicizia con Gesù a tutti gli altri giovani del mondo che non sono a Madrid. Sotto la pioggia battente e il vento forte continuano ad alzarsi al cielo gli inni, i canti e gli applausi dei ragazzi. Più scende la pioggia più sale l’entusiasmo, accompagnato dal sorriso dolce del Papa anche lui provato dal temporale ma deciso a non lasciare il suo posto così come non lo fanno i giovani. Nonostante gli inviti dei suoi collaboratori a ripararsi, il Pontefice vuole restare e continua a sorridere grazie ai canti di incoraggiamento dei giovani. La pioggia si placa e il Papa prende la parola per ringraziare i ragazzi: “Grazie per la vostra gioia e la vostra resistenza. La vostra festa è stata più forte della pioggia”. A scaldare e proteggere il Papa è stata l’allegria e la costanza dei ragazzi che non si sono fatti prendere dal panico ma hanno continuato a vivere il momento di Veglia con la grinta che ha da sempre caratterizzato le Gmg.
È il caso di dire che dopo la tempesta arriva la quiete. Al momento dell’Adorazione Eucaristica la pioggia sembra ormai lontana e torna un silenzio solenne tra l’immensa folla, un silenzio quasi surreale. Il vento soffia e il silenzio cattura la mente. Si riesce a sentire la tenerezza palpabile di un Gesù amico, come lo definisce lo stesso papa Benedetto XVI. Quel Gesù che in questa notte ha protetto e riscaldano tutti i presenti che non temono di sporcarsi inginocchiandosi per adorarlo. Al momento dei saluti il Papa si lascia andare in tanti sorrisi e i presenti lo ricambiano con un rispetto e un’ammirazione difficile da dimenticare.
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