Intervista a Don Nicolò Anselmi, Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI. La Gmg 2011 di Madrid è ormai parte integrante dellagenda pastorale delle diocesi italiane, che in questi mesi hanno inserito i cammini di preparazione allevento tra le iniziative rivolte ai giovani. Un lavoro sommerso ma tenace che raccoglie di fatto il grande interesse manifestato già da migliaia di giovani italiani. «I numeri - sottolinea don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei - parlano chiaro: sono già 35mila i ragazzi italiani che hanno deciso di iscriversi alla Gmg spagnola del prossimo anno, prendendo parte ai gemellaggi con le comunità cristiane iberiche. Un dato che supera di gran lunga anche quello dei partecipanti ai ‘Giorni nelle diocesi‘ di Colonia nel 2005, quando furono 9mila i giovani italiani ospitati nelle comunità locali tedesche nei giorni precedenti al grande incontro con il Papa». Inoltre a questo primo gruppo che arriverà in anticipo in Spagna, trovando alloggio nelle famiglie e nelle parrocchie spagnole, si aggiungeranno i moltissimi che parteciperanno al grande raduno di Madrid: «Le previsioni parlano per ora di 100mila ragazzi italiani per la Gmg nella capitale spagnola - dice don Anselmi - e con essi ci saranno un centinaio di vescovi e moltissimi sacerdoti dalle diocesi della Penisola. Ma, sottolinea don Anselmi, non è tanto la quantità di iscrizioni che fa riflettere, bensì la qualità della partecipazione: «La grande adesione ai giorni precedenti alla Gmg esprime la voglia di vivere unautentica ‘esperienza dello spirito‘, perché proprio in quei giorni si vive in una dimensione di maggiore contatto con il territorio che ospita i pellegrini. È lì che molto spesso si creano le relazioni più forti». I giovani italiani, insomma, attendono di conoscere più a fondo la Spagna, con la sua cultura, la sua storia, il suo patrimonio di fede. «Tutto ciò, di certo, è facilitato dalla vicinanza della Spagna - aggiunge il responsabile nazionale della Pastorale giovanile -, ma è segno di un interesse particolare, della voglia di condivisione profonda che alberga nei giovani italiani». Ai quali, tra laltro, non manca la fantasia: «Qualcuno andrà in bici, altri in vespa, molti in nave - racconta don Anselmi -. Ma quello che più conta è che i preparativi prestano molta attenzione alla dimensione spirituale. Responsabili e giovani, insomma, hanno fatto propria quellintonazione data da Benedetto XVI, il cui messaggio per la Gmg in questo periodo è al centro di incontri, dibattiti, meditazioni. Non a caso il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha definito questo documento quasi «‘unenciclica per i giovani‘». Da notare, inoltre, che la preparazione a Madrid 2011 «sta coinvolgendo tutti - nota il responsabile della Pastorale giovanile Cei -. Non è rivolta solo a quelli che andranno in Spagna, insomma, ma allintera comunità diocesana. Il grande evento dellestate, in definitiva, non è fine a se stesso ma è al centro di un cammino condiviso nella pastorale ordinaria». Infine fantasia anche per le questioni logistiche: «Vista la difficoltà per molti giovani di pagare il viaggio - racconta don Anselmi - molti vescovi e parroci si sono mobilitati per reperire fondi. Inoltre diversi gruppi si stanno muovendo con forme si autofinanziamento. Madrid 2011 sta già dando frutti, perché contribuisce alla costruzione di uno spirito comunitario molto vivo».