Approfitta delloccasione: sono ancora disponibili a 2,5 euro copie del sussidio di preghiera personale Seguimi. Rivolgiti al tuo incaricato diocesano di Pastorale Giovanile o visita il sito www.chiesacattolica.it/giovani. DAL LIBRO SEGUIMI ( settimana 9-15 gennaio) LA PAROLA AI GIOVANI… Lamore, luce per lintelligenza Pochi giorni fa ho vissuto un‘esperienza forte all‘università, dove seguo un corso di didattica della filosofia. Stavamo lavorando sulla Critica del giudizio di Kant, che spiega il senso della sua morale d‘ispirazione cristiana, ma profondamente razionalista. Il confronto con il cristianesimo era inevitabile. Il professore ha preso in esame lenciclica di Benedetto XVI Deus caritas est come prova di un cristianesimo riservato a quei pochi che si riconoscono in una Chiesa come istituzione, affermando che questo sciupa la verità evangelica e la morale personale che scaturisce dalla ragione del singolo. Mi sono sentita chiamata in causa come cristiana, ma in realtà non sapevo cosa dire ed ero presa dal timore di un confronto con una persona più erudita e con gli altri colleghi. Nel frattempo si era ormai ripresa la lettura dell‘opera e non rimaneva più tempo per una replica. Dopo alcuni minuti una studentessa chiede la parola ritornando proprio sullargomento: era l‘occasione datami da Gesù per prendere posizione. Così sono intervenuta. Ho detto al professore che la sua interpretazione mi sembrava vera solo in parte; gli ho ricordato che l‘enciclica è divisa in due sezioni: nella prima il Papa parla dell‘amore nella creazione e nella storia della salvezza, quindi della storia d‘amore di Dio con la Chiesa universale e con ciascun uomo. Solo nella seconda parte parla dell‘esercizio dell‘amore da parte della Chiesa. Non c‘è amore a Dio - concludevo - senza amore per il prossimo e questo amore, disteso tra i credenti in Cristo che scelgono di corrispondergli, è Chiesa come comunità d‘amore. La reazione del professore, per me inaspettata, è stata di un ascolto sempre più profondo e rispettoso. Ha commentato che riteneva la mia riflessione molto interessante e mi invitava nel suo studio dopo la lezione per continuare il dialogo. Credevo fosse una scusa gentile per chiudere il discorso ed invece alla fine dell‘ora mi ha chiamata, chiedendomi di leggere un saggio di una sua collaboratrice sull‘enciclica, molto critico, e poi di fargli avere per iscritto le mie riflessioni di cristiana. L‘ho ringraziato e gli ho detto che il dialogo è ciň che serve perché venga fuori la verità. Mi ha risposto che le mie parole gli ricordavano tanto una sua esperienza in una comunità, che ricordava con nostalgia. In essa ritrovava questi aspetti essenziali del cristianesimo. Sono uscita che scoppiavo di gioia! Lamore a Gesù mi aveva dilatato il cuore a tal punto da essermi perfino dimenticata di star parlando con una persona che alcuni giorni prima si era dichiarata atea e anticlericale. Nel professore avevo scoperto quella parte di verità che è dentro ciascun uomo in quanto figlio di Dio e che viene fuori solo se ci si sente veramente amati. Sara, 24 anni