Lunedì 9 gennaio il Santo Padre, rivolgendosi agli ambasciatori di tutti i paesi del mondo presso la Santa Sede, ha parlato ancora una volta dei giovani ed, in particolare, dellimportanza della famiglia aperta alla vita, al dono dei figli.
Il giorno precedente, domenica 8 gennaio, festa del Battesimo di Gesù ho avuto la gioia di essere il padrino di battesimo di un bimbo di 16 giorni, figlio di due miei cari amici; il bambino si chiama Nicolò, proprio come me, con una c sola; alcuni giorni prima ero stato a casa della giovane coppia per incontrare Nicolò; durante il nostro incontro la mamma teneva il figlio in braccio, il papà stava ritto in piedi a fianco della sua sposa; mentre giocavo con le mani di Nicolò mi sono sentito come se fossi alla grotta di Betlemme, stupito e in adorazione, un po come i pastori e come uno dei re magi. La stessa domenica, nella parrocchia confinante con quella di Nicolò, due miei carissimi amici hanno accompagnato con immenso amore al battesimo due loro figli adottivi; ho trascorso una buona parte di feste natalizie con una giovane coppia che, per ora, non riesce ad avere un figlio. La nascita di un bimbo è un avvenimento grande, una gioia per tutti, un meraviglioso dono di Dio. Sappiamo bene che nel corpo delluomo viene prodotto il seme che feconderà il terreno fertile che è il corpo della donna; il corpo stesso della donna sarà, per nove mesi, la prima culla di una creatura nuova; in questa culla il bambino sarà accolto e nutrito. Limportanza del corpo maschile e del corpo femminile per la generazione e la crescita di un bambino mi ha fatto pensare; limportanza della bontà, della salute, della pulizia del seme e del terreno dovrebbe essere sufficiente per invitare ogni ragazzo ed ogni ragazza a condurre una vita sana, a eliminare dalla propria vita tutto ciò che inquina seme e terreno, che avvelena il corpo: sigarette, droghe, pillole, fumo, alcool dovrebbero essere totalmente assenti dalla vita di chi domani vuole diventare mamma o papà avendo fatto tutto il possibile per offrire al proprio figlio che verrà un seme, un terreno, una culla sana; non è mai troppo tardi per iniziare. Spero che questo semplice ragionamento possa toccare il cuore e la volontà di tanti giovani che, già ora, sognano con amore, di tenere presto fra le braccia un proprio figlio. San Giuseppe e la Beata Vergine Maria guardano con infinito amore i giovani e le giovani che desiderano costruire una famiglia aperta alla vita.