Ogni mattina dinanzi allo specchio Lucia si chiede cosa indossare. Sceglie gli abiti più adatti alla giornata e soprattutto quelli che meglio si combinano con lumore. Così sembra prendere forma la persona che vuole essere, come vuole apparire agli occhi di chi la incontra. Il blu esprime meglio la sua personalità, non appariscente ma nemmeno cupa e triste. La semplicità del suo jeans e della sua maglietta trasmette immediatezza, disponibilità al dialogo. Quegli abiti le danno agilità per abbondare in abbracci e sorrisi. Il primo incontro della giornata lo ha con Alberto. Egli indossa abiti colorati di marrone che danno un senso di serenità e al tempo stesso di immobilità. Lucia si lancia in un abbraccio caloroso ma percepisce che Alberto ha bisogno ancora di scaldare il motore. Personalità diverse, storie diverse. Ognuna carica di vissuti, sensibilità, relazioni che si codificano in quei sentimenti, in quelle sensazioni, in quei gesti, in quelle attese che compongono il mondo dellaffettività. Potremmo anche indossare gli stessi vestiti ogni mattina, ma non certo potremmo sottrarci al cambio di umore, di desideri, di paure, di slanci e di attese che caratterizzano ciascuno di noi. Ogni mattina indossiamo la nostra affettività. Il corpo che siamo chiede attenzioni, vuole essere trattato bene, vuole avere una forma armonica, amabile. Antonio, diciottenne palestrato, confonde questa richiesta del suo corpo col trasformare le sue forme a immagine di una statua, mentre Francesca ha capito, dopo anni di pianti e sofferenze, che non esiste il corpo perfetto. Il suo corpo le chiede anzitutto di essere accolto per quello che è. Oggi sa che i difetti che ha provato a nascondere sono proprio quelli di cui si è innamorato Tommaso, il fidanzato. Matteo non sa ancora se ama davvero la sua ragazza. Ha concluso tanti sms con un «tvb», ma non ha mai avuto il coraggio di dichiararle il suo amore. A dire il vero ha tanti altri dubbi legati a una brutta storia che gli ha confuso un po le idee sulla sua identità sessuale. Parlandone con un adulto la nebbia si sta diradando. Ognuno «è» i suoi affetti che crescono e cambiano con il tempo. Bisogna prendere confidenza con essi e imparare a gestirli, dandogli una direzione, quella dellamore vero, maturo. Tanti giovani trovano in Gesù un esempio illuminante per vivere unaffettività piena, autentica, libera e liberante.
Don Salvatore MiscioResponsabile pastorale giovanile e vocazionale Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo